• 27feb
    REA

    REA

    Nella giornata di giovedì 26 febbraio 2010, il Governo ha soppresso i contributi riservati all’editoria radiotelevisiva privata. Il provvedimento è contenuto nel cosiddetti decreto “Milleproroghe”,  approvato definitivamente dal Senato. La questione è grave ma va vista in tutta la sua interezza e sincerità. I criteri con cui, negli anni, sono stati attributi i contributi hanno creato non poche degenerazioni e abusi fino al punto da collassare il sistema. Mentre alle piccole ed oneste emittenti venivano decretate piccole somme di difficilissimo incasso (infatti Enel e Telecom non rimborsano alle radio dal 2004), le testate più attrezzate e agguerrite del grandi gruppi editoriali riuscivano ad ottenere rimborsi miliardari per via di un meccanismo regolamentare disastroso. Tale degenerazione ha fatto si che con i fondi disponibili non si riusciva più  a soddisfare le richieste di tutti e la necessità iniziale di diminuire sensibilmente le percentuali di rimborso. Di anno in anno la situazione è andata sempre più peggiorando fino ad arrivare al completo collasso del sistema e alla definitiva soppressione dei contributi. Cosa fare? Intanto in questi giorni la REA ha tallonato diversi parlamentari di governo e di opposizione per spiegare loro la necessità di trovare una soluzione al problema. Ma quale? una soluzione,ad esempio, per quanto riguarda l’editoria radiotelevisiva, potrebbe essere quella di aumentare il fondo dei contributi previsti dalla legge 488/99, ovviamente, prevedendo la radicale revisione del Regolamento di assegnazione in modo da scongiurare nuovi abusi di prelievo dei fondi. Un’altra soluzione, altrettanto valida, tra l’altro avanzata anche da Bonaiuti, è quella di rivedere la materia in un progetto di riforma generale per l’editoria radiotelevisiva e della stampa. Certo è che il Governo una soluzione la deve trovare per ripristinare rapidamente i fondi. Le iniziative della REA per trovare una soluzione al problema continueranno nella prossima settimana. Le emittenti sono chiamate alla mobilitazione generale fino alla completa soluzione del problema. Nei prossimi giorni la REA pubblicherà una serie di iniziative sindacali.

  • 26feb

    informareDa Millecanali

    Incredibile scelta del Governo e della maggioranza, che all’ultimo istante, per l’urgenza di ripristinare i fondi per i giornali di partito e altri ‘beneficiati tradizionali’, annulla le provvidenze per l’emittenza locale. Durissima protesta delle associazioni.
    25 Febbraio 2010

    L’Aula della Camera ha approvato l’emendamento della commissione al dl Milleproroghe sui fondi per l’editoria (vedi il nostro articolo dei giorni scorsi) e poi il provvedimento stesso. Il testo è passato a Montecitorio con 264 sì, 227 no e tre astenuti. Il Senato, pressato dall’urgenza dell’approvazione del provvedimento (che scadeva il 28 febbraio), ha poi confermato il giorno dopo definitivamente il testo. Alla fine, a fare le spese della nuova formulazione del provvedimento, che è cambiato proprio sul filo di lana per favorire i giornali (e le emittenti) di partito, quelli editi in cooperativa e altri ‘beneficiati tradizionali’, sono proprio le emittenti radiotelevisive locali che si vedono annullate le tradizionali ‘provvidenze’. Ecco il commento della FNSI:
    «“Bene il ripristino dei fondi per giornali no-profit, di partito o gestiti da cooperative ma una ”chiara riserva per la proposizione dello stesso dramma dei tagli questa volta a carico di Radio, Tv e agenzie di settore e di giornali italiani all’estero”. Ad esprimerla è il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi a margine della seduta conclusiva dei lavori del Congresso dell’Associazione siciliana della stampa in corso a Terme Vigliatore (Messina). Sottolineando il risultato del ripristino dei fondi per l’editoria nel ‘Milleproroghe’, ”frutto anche della grande mobilitazione sociale e sindacale”, Siddi sottolinea come la mobilitazione della Fnsi continuerà visto che ”non si capisce e non si può accettare il fatto che per far fronte al giusto ripristino di contributi derivanti da obblighi di legge, si debbano ora far soffrire settori deboli ma significativi come la stampa per gli italiani all’estero, schiacciati come veri e propri vasi di coccio”. ”Il sindacato dei giornalisti - ha aggiunto Siddi - non può accettare la logica da ‘figli e figliastri’ e tantomeno che si possa affermare una linea discriminatoria dell’intervento pubblico e continuerà la sua mobilitazione perché vengano recuperati in altri provvedimenti i fondi oggi negati a Radio, Tv e stampa all’estero’».
    Durissimi i commenti delle associazioni delle emittenti, cui ci associamo in pieno. Ecco quello della Frt Tv Locali:
    «Il Governo Berlusconi non è nuovo a questi blitz. Dopo i tagli ai contributi erogati alle Tv locali ai sensi della L. 448/98, con un colpo di mano dell’ultima ora, attuato dal Sottosegretario Bonaiuti, ha anche cancellato i contributi all’editoria previsti a favore delle emittenti televisive locali. L’emendamento al “decreto milleproroghe”, approvato oggi dalla Camera, rischia seriamente di causare il definitivo tracollo dell’intero settore dell’emittenza televisiva locale, già pesantemente messo a dura prova dalla crisi economica e dal passaggio al digitale terrestre. Il provvedimento, di fatto, sacrifica le imprese che producono fatturato ed occupazione a favore di radio e giornali di partito che possono in tal modo mantenere i privilegi della “casta”. Grazie al sostegno delle provvidenze, che consistono nella riduzione tariffaria del 50% dei costi delle utenze telefoniche, nel rimborso del 40% dei costi delle utenze elettriche e dei collegamenti satellitari e nel rimborso del 60% del costo dei canoni di abbonamento delle agenzie di informazione, le emittenti televisive locali hanno potuto, finora, approntare le redazioni necessarie per offrire l’efficiente ed apprezzato servizio di informazione sul territorio che, con l’azzeramento dei sostegni delle provvidenze, non potrà essere più garantito. Uno degli effetti immediati di tale provvedimento sarà inoltre la perdita di numerosi posti di lavoro degli addetti all’informazione attualmente impiegati nelle redazioni giornalistiche delle Tv locali. L’Associazione Tv Locali FRT sta predisponendo uno spot di denuncia contro il provvedimento del governo da trasmettere su tutte le emittenti locali associate. Inoltre l’Associazione approva in pieno la scelta spontanea di molte Tv locali che hanno annunciato di non voler trasmettere propaganda elettorale dei partiti di governo».
    Ed ecco quello della Frt Radio:
    “Il Presidente dell’Associazione Radio della FRT - Federazione Radio Televisioni, Roberto Giovannini, esprime il proprio sconcerto per l’incomprensibile blitz del Governo che ha cancellato in un sol colpo le misure di sostegno previste dalle normative sull’editoria anche per la radiofonia privata. Ciò causerà effetti dirompenti sull’occupazione, soprattutto quella giovanile, per gli addetti all’informazione attualmente impiegati nelle redazioni delle emittenti radiofoniche e nelle agenzie giornalistiche collegate. Si sacrificano le imprese radiofoniche che da sempre ricoprono un ruolo fondamentale per il pluralismo dell’informazione per finanziare radio e giornali di partito che possono così mantenere i privilegi della “casta” politica. L’Associazione Radio della FRT ha predisposto uno spot contro il Governo da trasmettere su tutte le Radio associate”.
    Non molto diverso il commento di Aeranti-Corallo:
    «Questa mattina l’Assemblea della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge AC 3210 di conversione del decreto legge n. 194/2009 (cosiddetto decreto legge “Milleproroghe”) ha approvato un emendamento in base al quale, tra l’altro, le imprese radiofoniche e televisive locali, a decorrere dall’anno 2009, non potranno più usufruire delle provvidenze editoria. Il provvedimento è passato ora all’esame del Senato dove, considerati i tempi tecnici per la conversione del decreto legge, è presumibile che avvenga l’approvazione definitiva, senza ulteriori modifiche. Le citate provvidenze consistevano: - nella riduzione tariffaria del 50% dei costi delle utenze telefoniche; - nel rimborso del 40% dei costi delle utenze elettriche e dei costi dei collegamenti satellitari; - nel rimborso del 60% dei costi dei canoni di abbonamento delle agenzie di informazione radiotelevisiva. Al riguardo, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO, nell’esprimere la protesta delle imprese radiotelevisive locali rappresentate, evidenzia che “le provvidenze editoria hanno contribuito negli anni alla realizzazione di redazioni nelle emittenti locali capaci di fornire informazione sul territorio”. “In questo contesto - ha proseguito Rossignoli - AERANTI-CORALLO ha sottoscritto nell’anno 2000 con la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato dei giornalisti, il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per i giornalisti delle Radio e Tv locali”. “Tale Ccnl - ha aggiunto Rossignoli - è stato rinnovato da ultimo il 27 gennaio e viene applicato a oltre 1600 giornalisti sull’intero territorio nazionale”. La soppressione delle provvidenze editoria mette a rischio le attività di informazione delle Radio e Tv locali, già in difficoltà per la crisi economica, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro dei giornalisti ivi impiegati”. Tale perdita di posti di lavoro si estenderà inevitabilmente anche alle agenzie di informazione radiotelevisiva. “Auspichiamo - ha concluso Rossignoli - che il provvedimento adottato senza un adeguato confronto con le imprese del settore, possa essere ripensato, al fine di recuperare una forma di sostegno che non rappresenta, peraltro, un onere rilevante per lo Stato, mentre per le imprese radiotelevisive locali costituisce una misura di garanzia del pluralismo informativo e dell’occupazione nel comparto”».
    Naturalmente seguiremo da vicino le possibili e auspicate future ‘revisioni’ di queste decisioni.

  • 17feb
    REA

    REA

    RADIO LOCALI, ARTISTI, AUTORI ED ETICHETTE S’INCONTRANO A SANREMO PER PARLARE DELLA RADIO DIGITALE E DI MUSICA
    (Talk show in diretta dal Palafiori di Sanremo il 19 febbraio 2010 dalle ore 14,30 alle ore 18.30)

    PRESENTA ROBERTO SALVINI
    La terza edizione del Forum Nazionale Musica & Informazione è destinata  a rimanere nella storia della musica italiana non per aver vinto  il Festival della canzone (infatti lo vincono gli artisti) ma per aver avuto il merito di mettere all’attenzione del pubblico l’evento dell’anno: la rinascita della radiofonia con la Radio Digitale. E’ una svolta tecnologica di enorme importanza per i riflessi che avrà sul cambiamento del modo di comunicare e d’interagire. Trasformerà la cara centenaria radiolina analogica in uno strumento di ricezione di incredibili qualità audio e di comunicazione interattiva. Mentre con la tradizionale radiolina si può ascoltare musica e voci, sulla radio digitale si possono ricevere i titoli dei programmi, i testi delle canzoni, giornali elettronici, mappe geografiche stradali e satellitari con le previsioni meteo, informazioni sul traffico e sul viaggio (hotel di zona, eventi turistici locali, parcheggi, percorsi alternativi), notizie economiche, vetrine pubblicitarie, listini commerciali, dispense di corsi scolastici, grafici e tabelle di studio, giochi, home banking, oltre alla possibilità di collegare sistemi GPS di localizzazione, fax per la stampa di testo e grafica, personal computer, smart-card per accedere a servizi a pagamento ed altro ancora come la possibilità, in tempi abbastanza ravvicinati, di entrare nella rete internet. A spiegare la tecnologia e a fornire le informazioni su come si può accedere alle autorizzazioni ministeriali per gestire una rete digitale o un programma radiofonico digitale come “fornitore di contenuti” sarà la  REA - Radiotelevisioni Europee Associate che di radio digitale s’intende per aver costituito 11 consorzi di radio locali e nel lontano 30 giugno 1999, il primo consorzio nazionale privato “Eurodab Italia”, oggi gestito dalle reti nazionali più rappresentative. Ai partecipanti verrà offerto un CD informativo e formativo sulla tecnologia delle reti radiofoniche digitali e sulle procedure burocratiche per ottenere le autorizzazioni all’esercizio delle reti e dei programmi. I lavori del Forum verranno integralmente trasmessi via satellite sul canale 878 il cui segnale è ricevibile per mezzo di un semplice decoder satellitare free o di SKY. Le emittenti che volessero ripetere il segnale a terra altro non devono fare che collegare l’uscita audio del decoder ad una porta d’ingresso del mixer o della regia automatica. Una novità assoluta è che si potrà partecipare a distanza ai lavori del Forum ascoltando la trasmissione via satellite per formulare domande ai relatori telefonando tramite Skype a gino.conte. L’architettura tecnica per la trasmissione satellitare è stata offerta dalla società ETN Srl alla quale va il più vivo ringraziamento del Presidente della REA, Antonio Diomede, delle emittenti associate e del Circuito delle 100 Radio. A tal  proposito si anticipa che nel Forum verrà annunciato una importante iniziativa sinergica tra il Circuito delle 100 Radio, ETN Srl, RadioSanremo, SISTEL Sanremo e REA per la produzione di programmi radiofonici da distribuire alle emittenti locali sia via satellite con il preciso obbiettivo di raggiungere almeno 2 milioni di ascolti medi giornalieri da offrire alle agenzie di pubblicità in cambio di contratti vantaggiosi per tutti i soggetti dell’accordo.
    Il discorso della radio digitale che verrà sviluppato al Palafiori è importante, ma è altrettanto importante, oltre alla musica,  riempire di nuovi  contenuti  i programmi radiofonici. La REA non poteva non considerare la potenziale sinergia disponibile tra il mondo della comunicazione e la scuola pubblica e privata. Su tale argomento interverrà Paolo Lunghi, responsabile Politiche Sociali e Culturali REA, autore dell’opera editoriale Via Etere e dell’Audio Libro, per riproporre il progetto REA di introdurre la web radio nelle scuole gestita direttamente dagli studenti e dagli insegnanti. Il Cav. Prof. Giovanni Piccardo, Presidente della FILINS (Federazione Italiana Licei e Istituti non Statali nonchè responsabile nazionale del settore Scuola della CONFAPI), illustrerà ulteriori elementi di coniugazione tra radio/informazione/formazione con peculiare richiamo alla possibile ed auspicabile sinergia  tra radio locali e scuola.
    Il Prof. Giorgio Berloffa, Presidente di UNIPROF/CNA, in rappresentanza delle associazioni dei professionisti, porterà il saluto della categoria alle radio locali italiane auspicando un lavoro di reciproca collaborazione per un’offerta di servizi di elevato interesse sul territorio.
    La sezione musica del Forum sarà dedicata alla esibizione dal vivo degli artisti DanieleSiNasce, Luca Tartaglia, Giorgia Bruni, Stefano Leoni, Gianluigi Barbieri, Claudio Bruni, Stefania di Masi, Sonia Mariotti, Alberto Attilio Sala, Roberto Squarcia.i
    Il Circuito delle 100 Radio farà le interviste agli artisti presenti al Forum:Arisa, Malika Ayane, Cristicchi, Toto Cotugno, Nino D’angelo, Irene Grandi, Morgan, Fabrizio Moro, Nomadi, Noemi, Povia, Pupo, Emanuale Filiberto, Luca Canonici, Enrico Ruggeri, Valerio Scanu, Snhora, Marco Mengoni.
    Ospiti d’onore: I Jalisse” (vincitori del Festival di Sanremo del 1997)  e Mauro Caldera, autori del progetto “Crescere Insieme a l’Aquila” mirato ad introdurre la musica ed i suoi artisti nelle scuole italiane ed in particolare negli istituti dell’Aquila del dopo terremoto
    Ospite d’onore: Andrea Roncato il quale presenterà l’opera editoriale “Ti avrei voluto” dedicato ad un bambino mai nato, o meglio rifiutato anni fa quando, con la sua compagna di allora, decise di non proseguire la gravidanza. Da quel libro è nata una poesia che poi è diventata canzone. La canzone è cantata da coristi professionisti, mentre la musiche sono dei Maestri Ermanno Croce e Euro Ferrari.
    Premiazioni con targa REA, l’associazione delle emittenti locali italiane:
    AI Jalisse  “Crescere Insieme, l’Arte per e Crescere Insieme a L’Aquila”, Alessandra Drusian, Fabio Ricci e Mauro Caldera
    “Millecanali, dal 1974, unica testimonianza della vera storia della radiotelevisione privata italiana ”
    “Al Consorzio EuroDab Italia, costituito il 30 giugno 1999 quando …..le altre stelle stavano a guardare”
    “Al Consorzio delle Radio locali REA Campania costituito nel 2004 quando….le altre stelle stavano a guardare”
    “Al Consorzio delle radio locali VIA DAB costituito nel 2004 quando …..le altre stelle stavano a guardare”
    A Radio Ti Ricordi di Roma “Radio Ti Ricordi….quando la musica ti accompagna per tutta la vita”.
    A Gianluigi Barbieri “…..l’autentico talento che nasce dalle radio locali della REA”
    A Simone Aiello “…..premio della critica per il suo brano Gli esperti della musica”
    A Stefano Leoni “…..premio della critica per il suo brano Marta”
    A Giorgia Bruni “…..premio della critica per il suo brano Gli Artisti”
    A Claudio Bruni “…..premio della critica per il suo brano L’abitudine”

  • 17feb
    Veglioncino Mascherato

    Veglioncino Mascherato

    Carnevale per bambini – Palaexpo Empoli
    Anche quest’anno torna il Veglioncino Mascherato, “la tradizione del Carnevale Empolese”.
    E’ un carnevale per bambini, che ormai da molti anni organizzo nella  “mia” città, con ingresso libero a tutti, il tradizionale carnevale di Empoli, la prima edizione risale addirittura al 1952, ci sarà la consueta sfilata per le migliori maschere, divise per categoria in relazione all’età dei partecipanti, (0-4, 4-8, 8-12, gruppi) con la premiazione delle maschere più originali, animata dall’inconfondibile presenza di: Marco Degl’Innocenti, la musica di Sandro.
    Anche quest’anno un Veglioncino all’insegna del divertimento e soprattutto, in collaborazione con la sezione soci COOP di Empoli il Veglioncino offre ormai da molti anni, un importante momento di riflessione e solidarietà, per favorire l’adozione e l’affidamento a distanza dei bambini di molte realtà povere del mondo, non tutti i bambini in questo giorno potranno pensare al carnevale, noi penseremo a loro.
    Al Veglioncino 2010 la Compagnia di Sant’Andrea – volo del ciuco, con AVIS, Centro di Coordinamento Empoli Club è Associazione Archeologica Medio Valdarno presenteranno la nuova edizione del Volo del Ciuco, con sfilata storica con la partecipazione dei tre Popoli: Empoli, Pontorme e Monterappoli, e il volo del ciuco dal campanile del Duomo di Empoli, in piazza Farinata degli Uberti, per rinnovare e riscoprire la tradizione empolese: “O studiar con impegno ed esser uomini o a Empoli volar pel Corpus Domini”
    Premi per le maschere più belle, ed un pomeriggio di divertimento simpatia con tanti amici, per tutti coloro che vorranno trascorrere con noi il pomeriggio dell’ultimo di carnevale.
    Un pomeriggio all’insegna del divertimento, dove i bambini troveranno un punto di ristoro, musica, premi, potranno giocare all’interno della play area appositamente allestita, e animata grazie all’aiuto e alla vigilanza di personale qualificato, oltre a saltare sui grandi gonfiabili multicolori, e per la gioia dei più piccoli maghi, giocolieri e… palloncini.
    Ci saranno grandi sorprese per tutti i bambini presenti e grandi premi con Banca Credito Cooperativo di Cambiano.
    Anche la giuria, come ogni anno, sarà ricca di personalità nel campo della politica, dell’informazione e personaggi di spicco della cultura Empolese.
    …un po’ di  storia

    La preparazione al veglioncino mascherato durava almeno sei mesi, tre mesi prima e tre mesi dopo l’evento: era un piccolo Festival di Sanremo, coinvolgeva tutta la città e davanti alla vetrina del Bar Italia, dove erano esposte le fotografie dei piccoli in maschera, si soffermavano un pò tutti. Qualcuno distrattamente, altri con grande curiosità: tutti comunque “non potevano non sapere”.
    La rilevanza della manifestazione era provata dall’ampio spazio che le veniva dedicato sulle pagine della Cronaca di Empoli de La Nazione.
    Il giornale pubblicava fotografie ed articoli per moti giorni.  Non era solo un pomeriggio di festa, era anche un evento cittadino che iniziava subito dopo Natale con la scelta delle maschere ed la cucitura dei costumi.
    Si arrivava al giorno del Veglioncino trepidanti come il primo giorno di scuola, ma non per i bambini, che dopo aver diligentemente sfilato sul palco del Excelsior si rincorrevano fra loro a suon di coriandoli, stelle filanti e manganelli di gomma, bensì per i genitori che miravano dalle poltrone i loro piccoli gioielli agghindati come uova di Pasqua.
    Si trattava, negli ani ‘60, (la prima edizione nel 1952) di un vero e proprio festival con i primi che si guadagnavano l’accesso alla fasi regionali che si svolgevano presso il locale Le Panieraie di Montecatini Terme, ove si radunavano le migliori mascherine della regione.
    Anche l’organizzazione, guidata dal signor Dino Ferretti del Bar Italia, era di primo piano. La festa aveva sponsor importanti, nella giuria figuravano i bei nomi della cultura empolese, per sottolinearne l’importanza raggiunta furono chiamati a presentare la serata alcuni “bravi presentatori” come Cino Tortorella, in arte Mago Zurlì

  • 24dic

    auguri-2009-paolo-lunghi

  • 27nov
    Via Etere

    Via Etere

    Negli ultimi 15 anni le emittenti radiofoniche locali in Lombardia si sono praticamente dimezzate passando da 230 nel 1995 a 115 nel 2008, in molti casi sono ancora troppo fragili alla costante ricerca di un equilibrio fra costi e ricavi, ma continuano a giocare un ruolo importante nel processo di costruzione e mantenimento di identità specifiche. Questo il quadro che emerge dallo studio realizzato dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) sulla base di un’indagine condotta a metà del 2008 su circa 85 emittenti lombarde e su 12 nazionali e presentato al convegno Radio Locale Nuove Tecnologie Impresa Territorio. Il processo di concentrazione delle emittenti radio locali interessa tutto il paese, visto che nel periodo 1995-2005 sono passate da 2.517 a 1.076 (-57%), un numero ben lontano dal record di 4.000 emittenti locali del 1984 che faceva dell’Italia il paese con più stazioni radio al mondo. In Lombardia, il calo è stato più contenuto: dalle 230 emittenti del 1995 si è passati alle 124 del 2005 (-46%), poi diventate 115 nel 2008. Di queste 79 sono commerciali e 36 comunitarie. Per quanto riguarda la penetrazione sul territorio, cioè lo share, le emittenti locali in Lombardia hanno subito la concorrenza delle emittenti nazionali, spesso erroneamente percepite come locali dagli ascoltatori perchè trasmettano da Milano. Il risultato è che fra il 1999 e il 2008 in Lombardia, lo share delle emittenti nazionali è passato dal 53,8% al 71,2%, mentre quello delle emittenti locali è diminuito dal 26% al 21,3%, inferiore alle media nazionale (24,6%).  Alla base delle difficoltà economiche delle emittenti radiofoniche, che in Italia sono comunque relativamente piccole con una capitalizzazione dei gruppi privati nazionali che spazia dai 20 ai 70 milioni di euro, la scarsa raccolta pubblicitaria, il 6,4% del totale 2008, dovuta alla mancanza di dati certi su share e numero di ascoltatori. Particolarmente penalizzate le radio locali, la cui raccolta sul totale degli investimenti pubblicitari destinati alle radio, è passata dal 43,1% del 1986 al 32,4% del 2008.  In Lombardia un terzo circa degli investimenti pubblicitari radiofonici locali è intercettata da Milano, seguita da Brescia (18%), Bergamo (15%) e Mantova (8%). Fra le voci che incidono maggiormente sui costi di gestione delle emittenti locali, c’è quello relativo all’energia elettrica impiegata per far funzionare gli impianti di diffusione del segnale radio. Le bollette dell’energia, in una radio con un 1 milioni di euro di fatturato, pesano per circa il 30% dei costi totali, rispetto al 2-3% di una Tv. Viceversa il costo per realizzare i palinsesti delle radio locali è pari al 30% circa delle spese totali, mentre nei bilanci delle Tv pesa per il 60%.  In media le emittenti locali trasmettono circa 8 ore al giorno di programmazione “originale”, trasmessa in particolare nella fascia del mattino, seguita dalle fasce preserale (17.30-20.30) e pomeridiana. Forte l’attenzione per l’innovazione tecnologica, con il 70% delle emittenti locali presente sul web. Da sviluppare invece il rapporto tra radio locali e istituzioni, con un’offerta media giornaliera di informazioni istituzionale sulle radio locali in Lombardia ferma a sette minuti.

    da l’Eco di Bergamo

  • 18nov
    AssoArtisti

    AssoArtisti

    Le proposte di legge in discussione alla Commissione Lavoro hanno, coraggiosamente, aperto uno spiraglio di luce sull’indispensabile ammodernamento della legislazione del lavoro nel settore dello Spettacolo, un comparto che può essere un traino per tutta l’economia nazionale, che riguarda oltre mezzzo milione di addettioggi ancora umiliato da norme troppo spesso obsolete inique e inapplicabili.
    La nuova normativa si dovrà confrontare con l’esigenza di semplificare, armonizzare e unificare la disomogenea pletora di provvedimenti oggi esistenti: una razionalizzazione che può favorire un imponente allargamento della base imponibile, fiscale e previdenziale, aiutando l’emersione del lavoro nero e il recupero dei fenomeni elusivi.
    Serve una soluzione trasversalmente condivisa all’interno degli schieramenti politici che sia capace di:
    - delineare in modo univoco e definitivo i Soggetti destinatari della nuova Legge: i lavoratori e i loro profili professionali, le Imprese e le Arti dello Spettacolo, i Canali
    di distribuzione;
    - Identificare correttamente i vari rapporti di lavoro e la loro coerente contrattualizzazione;
    - Ottimizzare l’accesso dei lavoratori alle prestazioni previdenziali e assistenziali, attribuendo speciali e idonee condizioni fiscali, di previdenza e assistenza per i lavoratoridello spettacolo connotati dal requisito della discontinuitàprofessionale.

  • 20ott
    REA

    REA

    Quando si parla di liberta d’informazione, come già abbiamo sottolineato, è importante analizzare e nei limiti del possibile cercare di risolvere o quanto meno provare ad intervenire, su quei punti che in modo indiretto, ma determinate, incidono sulle scelte dei piccoli e medi editori, che oggi rappresentano il vero pluralismo dell’informazione.
    Per entrare nel merito come sottolinea la REA, l’Ufficio contributi del Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento Comunicazioni - dal quale in questo particolare momento di crisi dipende la sopravvivenza di centinaia di  piccole e medie emittenti locali, è fermo sia nella lavorazione delle graduatorie relative alle domande di ammissione di pertinenza degli anni 2007 e 2008 sia nella liquidazione dei contributi del 2006, oltre alle residue liquidazioni degli anni 2004 e 2005 per lo più inceppate dalla incapacità di gestione dell’articolo 4, comma 3 del Regolamento ovvero del conguaglio canoni pregressi-contributi. Irreparabile è invece il danno subito dalle emittenti per la mancata liquidazione dei contributi relativi al 2003 nel frattempo andati in perenzione ovvero restituiti alla Ragioneria dello Stato.
    Il Regolamento parla chiaro ed è semplice applicarlo, basta volerlo applicare! Infatti:
    • l’articolo 4, comma 2 stabilisce che le emittenti hanno diritto alla liquidazione del contributo  entro i sei mesi successivi alla presentazione della domanda di ammissione; ossia  entro il 30 aprile di ciascun anno;
    • l’articolo 4, comma 3, norma fortemente innovativa (voluta dalla REA) che per la prima volta ha introdotto un trasparente e giusto rapporto di conto corrente “ministero/emittente” applicato al conguaglio  contributi/canoni, permette di sveltire i rapporti economici tra Ministero e concessionario;
    questi sono i principali punti dolenti per l’applicazione dei quali il Settore Contributi in tutti questi anni si è dimostrato inefficiente.
     Al di là delle proposte formulate per cercare di risolvere il problema, ipotizzando anche un credito d’imposta, per quelle emittenti che hanno presentato domanda nei termini previsti dal regolamento, come propone la REA, si intuisce in modo piuttosto chiaro, come indirettamente, questi mancati contributi, che incidono in modo determinate sui bilanci di questa tipologia di aziende, condizionino l’informazione stessa e se vogliamo andare oltre, incidano sulle scelte editoriali di questi editori, mettendo così a forte rischio non solo la tipologia dell’informazione ma addirittura la sopravvivenza dell’emittente stessa, incidendo in modo sostanziale sul numero e qualità delle “indagini” giornalistiche e conseguentemente sulla cosiddetta libertà d’informazione.

  • 01ott

    informareLibertà d’informazione è difendere la nostra democrazia costituzionale!
    Difendere la libertà di stampa (art 21), ma più in generale la libertà di informare ed essere informati è un diritto inalienabile e va doverosamente salvaguardato nell’interesse del Paese. Non è e non deve essere visto come motivo “strumentale”  di propaganda politica, deve o dovrebbe servire per tutelare, da un lato la libertà dell’individuo e da un altro a creare consapevolezza, cultura e a far crescere la nazione, non trascurando naturalmente il ruolo di controllo che la stampa, ma più nel dettaglio i giornalisti dovrebbero avere verso il potere politico.
    Quindi è certamente giusto e doveroso difendere questo articolo che è a salvaguardia della nostra libertà e democrazia. Gridare allo scandalo serve a ben poco, se si hanno realmente a cuore gli interessi reali di ogni individuo, ed è per questo che è indispensabile, dopo una giusta indignazione legata ai fatti di questi giorni e all’attacco all’autonomia delle testate giornalistiche, intraprendere un percorso serio, che partendo dai fatti e da un’analisi reale  sfoci in proposte e progetti concreti, realmente attuabili a difesa dei valori costituzionali. Altrimenti si fa solo demagogia che non fa altro che rendere la stampa e i giornalisti, strumento di propaganda fine a se stessa, quindi controproducente alla difesa e alle libertà e ai diritti di informazione per i cittadini.
    È importante allora  partire dall’inizio, sottolineando un passaggio che di per sé, dovrebbe essere scontato, ma troppo spesso non lo è: nella nostra Costituzione esiste l’art.21 (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione), questo già rende chiaro il concetto e le prerogative dei Costituenti, tuttavia dato anche il tempo passato e lo sviluppo delle tecnologie che hanno inciso in modo determinante sullo sviluppo e cambiamento dei media, il concetto e la volontà espressa in fase Costituente andrebbe necessariamente adeguata ed attualizzata, non tanto modificando la Costituzione che, in questo specifico caso esprime, al di sopra di ogni dubbio la volontà espressa, ma in fase applicativa dato proprio lo stravolgimento imposto dai nuovi media.
    Per entrare nello specifico quando si parla di liberta d’informazione o censura è importante guardare oltre e capire del dettaglio le dinamiche mediatiche per fare un’analisi corretta per essere nelle condizioni di prospettare soluzioni ed imboccare strade realmente percorribili.
    Un punto importante è individuare i gruppi editoriali e gli interessi legati ad essi, soprattutto quando lo stesso gruppo detiene più testate, sia che si faccia riferimento alla carta stampata che al settore radiotelevisivo. La creazioni di lobby, soprattutto quando queste sono riconducibili a pochi soggetti, possono creare dei sospetti guardando il dato sotto il profilo prettamente legato alla correttezza dell’informazione e quindi della libertà derivante. Il parlamento e il legislatore dovrebbero focalizzare il loro interesse in una stagione nuova di riforma anche in questo delicato settore, in questo sistema maggioritario e bipolare.
    Un altro aspetto è il ruolo degli organi di controllo o di statistica che, anche in questo caso, anomalia tutta italiana, troppo spesso fanno capo agli stessi soggetti che poi dovranno essere controllati. Un punto cardine quando si parla della liberta e del ruolo investigativo e di controllo che il giornale ma più specificatamente il giornalista debba avere nei confronti di altri poteri, è proprio il tipo di rapporto economico che si instaura tra editore e giornalista, troppo spesso le cifre in ballo sono talmente esigue che difficilmente quest’ultimo, che deve “portare il pane a casa” può intraprendere un percorso realmente investigativo e di controllo, troppo spesso questi motivi quasi obbligano a riportare semplicemente i comunicati stampa che gli uffici stampa “di parte” inviano, naturalmente nel caso viene a mancare il ruolo investigativo e quindi critico dell’informazione stessa, quindi modificando il rapporto economico tra giornalista e testata si varia anche il ruolo e la libertà del giornalista stesso, che potrebbe assumere così il vero ruolo che questo dovrebbe avere e che l’ordine stesso di fatto impone, non fosse altro che per il rispetto dell’etica professionale.
    Dovremmo avere il coraggio politico di affrontare e riformare il finanziamento pubblico alla stampa o provvidenze per l’editoria queste, potrebbero incidere in modo serio sulla libertà d’informazione. Ancorando il futuro ragionamento e la futura proposta politica, cercando di “aiutare” non tanto i giornali per numero di copie stampate, ma per numero di lettori o di penetrazione sul mercato, questo potrebbe incidere sui veri interessi dei cittadini ad essere informati, essendo questi ultimi che, giustamente, determinano la diffusione e quindi il sostegno pubblico ad una testata anziché un’altra.
    Se portiamo il ragionamento sul settore radiotelevisivo (tema caldo rispetto alle polemiche di queste ore, rai mediaset, sky…) si deve anche tener conto che un Editore deve, oltre agli aspetti tipicamente aziendali, la creazione di format e palinsesti, far fronte ad oltre 24 adempimenti di tipo fiscale legati esclusivamente al settore specifico, questo ovviamente è penalizzante per le piccole strutture giornalistiche e radiotelevisive, facendo di fatto venir meno il controllo che queste esercitato sul territorio che, proprio grazie alla limitata diffusione, hanno una penetrazione e conoscenza delle aree di loro competenza maggiore rispetto ai grandi media.
    Parlare di liberta d’informazione, sempre ammesso che si voglia realmente mettere mano al settore, significa anche non cercare di risolvere il problema con una specifica legge che affronti il dato nella sua totalità ma, serve entrare nello specifico dei singoli punti che interagiscono nelle dinamiche dell’informazione, punti che potrebbero sembrare di secondario interesse ma se visti con un ottica globale rendono l’idea della complessità delle logiche informative.
    Ad esempio non è solo importante valutare la pressione esercitata dai vari poteri sugli operatori dell’informazione, che potrebbero creare condizionamenti diretti e indotti, ma è importante intervenire sulla percezione dell’individuo, del peso che si può dare ad un fatto in base allo stato d’animo che si crea nell’utente finale, in buona sostanza il valore della notizia varia anche in base a situazioni contingenti, e qui a tutti quei programmi che creano aspettative e modelli, quasi sempre sbagliati. Questi fattori di per se, non modificano la notizia e non creano condizionamenti diretti ai comunicatori, tuttalpiù danno indicazioni statistiche, ma modificano la percezione e quindi incidono in modo indiretto sulla libertà percepita, modificando fortemente sul livello di guardia e conseguentemente variando il peso e il “significato” della notizia stessa.
    Quando si parla di libertà si parla anche di cultura dell’informazione e di cultura in senso generale, quindi una priorità è investire in progetti legati al “made in italy”, turismo, teatro, cinema, musica per non assistere ad un impoverimento generalizzato che incide fortemente sulle libertà intellettuali personali, e che, di fatto, crea privilegi solamente a soggetti forti sia sul mercato che nel palazzo, un non governo del sistema cultura e dell’industria mediale, avvantaggia esclusivamente i forti penalizzando i piccoli come emittenti libere, produttori indipendenti etc. è indispensabile comprendere che la mancanza di cultura rappresenta una maggiore povertà.
    Per questo, se si vuole agire in modo concreto sulla libera informazione, occorre partire da queste analisi, e cercare di metter mano in primo, luogo a queste questioni.
    Un altro dato da valutare in modo attento è la legge sulle intercettazioni telefoniche con tutto il suo carico di rischi per la stessa libertà di stampa. Da non sottovalutare un altro tema che incide in modo diretto è il passaggio al digitale terrestre, anche qui non tutto è chiarissimo, stiamo proprio in queste ore analizzando la bozza di regolamento DAB, probabilmente le posizioni dominati resteranno tali o tuttalpiù potranno rafforzarsi, andando certamente contro al principio del pluralismo dell’informazione.
    Dunque i temi da affrontare quando si parla di libertà d’informazione sono molteplici, complessi e soprattutto gestiti dai poteri forti, quindi non è un argomento da affrontare solamente con slogan e striscioni, ma da portare avanti con grande impegno e determinazione da persone capaci che conoscono a fondo la materia e non si improvvisano paladini della libertà.
    Esiste oltretutto un aspetto che solo da poco tempo è saltato alla ribalta grazie alle nuove tecnologie ed internet, e il riferimento è ai social network: my space, facebook e altri… che si sono affermati non solo per il grandissimo numero di utenti coinvolti, ma perché rompono la dinamica su cui si basano i tradizionali strumenti mediatici informativi (giornali radio e TV), in poche parole l’interattività e la bi direzionalità del mezzo, fino ad oggi i tradizionali midia sono sempre stati monodirezionali, cioè una redazione “parla” e un numero di utenti più o meno grande in base alla diffusione o copertura, usufruisce in modo passivo di queste informazioni, l’interattività è pressoché nulla, i nuovi media mettono tutti sullo stesso piano, tutti posso fare informazione ed informarsi, rendersi protagonisti dei processi mediatici, questi ad oggi offrono in modo autonomo, intuitivo, forse poco professionale ma in modo attivo, un’informazione puntuale e dettagliata, naturalmente senza nessun tipo di controllo o filtraggi della notizia stessa. Se vogliamo avere un dato importante sull’utilizzo di questi spazi basta guardare l’impostazione avuta nella campagna elettorale di Barak Obama, ma non solo lui.
    In passato qualche esperienza, forse la prima, ed escludendo Internet l’unica, legata all’interattività e alla libertà d’informazione è stata caratterizzata dagli anni delle radio libere che forse per la prima volta in Italia sono riuscite a fare una vera rivoluzione mediatica e informativa partendo dal basso, senza l’appoggio dei cosiddetti poteri forti.
    In questo ambito molti soggetti sia in modo autonomo ed organizzato in associazioni, si sono mossi e stanno continuando a proporre idee, senza fare nomi, possiamo dire che grazie a queste esperienze, anche se con tutta sincerità non hanno dato grossi frutti, qualche progetto e qualche proposta di legge è stata fatta, così come sono state fatte varie pubblicazioni e distribuiti libri.
    Torniamo a dire che il tema della libertà d’informazione è un bene primario, un patrimonio della collettività, la libertà è un bene che va salvaguardato ad ogni costo e che appartiene al popolo a prescindere dal colore della maglia o della pelle, è purtroppo un tema ricorrente di estrema attualità, ogni cittadino deve farsi  carico e prendere a cuore la salvaguardia di queste libertà costituzionali, e come già detto va gestito e sviluppato in modo corretto utilizzando le giuste esperienze.
    Probabilmente se il nostro paese nella classifica di Freedom House per l’anno 2009 è stato retrocesso a paese “partly free” , dopo che il rapporto del 2007 ci vedeva al 61° posto, assieme a Guyana, Isralele, Capo Verde, forse non è un caso. (Oggi si parla addirittura come livelli di libertà al 73 posto).
    È sì importante manifestare, ma è fondamentale affrontare il tema creando consapevolezza e coscienza nei giovani, partendo già dai primi anni scolastici, mettendo anche all’interno delle scuole, strutture e strumenti formativi, di dialogo e socializzazione finalizzati ad offrire ai docenti metodi didattici integrativi e motivi d’interesse comune, per affrontare e sviluppare i temi della comunicazione.
    Creare una cosciente consapevolezza nei giovani studenti rivolta alla libera e autonoma comprensione e valutazione, sia delle varie tipologie di messaggi imposti dai media, notizie e pubblicità etc, che dei cambiamenti imposti, come già abbiamo detto, in campo mediatico dalle nuove tecnologie digitali.
    Un serio impegno deve essere rivolto, tra l’altro in linea con la raccomandazione del Parlamento Europeo (2006/962/CE) che ha proprio come obiettivo la volontà di sviluppare l’abilità di distinguere, raccogliere ed elaborare informazioni e lo sviluppo di un atteggiamento critico nei confronti della comunicazione (giornali, radio e tv), nonché la necessità di interagire con gli altri, sviluppando nei giovani la capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti. Lo scopo è di sviluppare competenze per dare risposte ai desideri e bisogni avvertiti dagli esseri umani. Consentire ai giovani di comprendere meglio i progressi, i limiti e i rischi delle applicazioni scientifiche e della tecnologia in riferimento ai media tradizionale ed innovativi, per stimolare l’attitudine di valutazione critica, oltre alla consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi legati ad internet, su questa base si sta sviluppando, tra l’altro un progetto delle Rea che lega il mondo della scuola alla radio e al web.
    Questi sono alcuni passaggi obbligati se vogliamo rendere effettivo l’articolo 21 e difenderne i principi.

    Paolo Lunghi

    Gruppo Libertà di informare, libertà per tutti!
    Paolo Lunghi - Daniela Mancini - Massimo Matteoli - Paolo Pianigiani - Fulvia Salvadori

  • 01ott

    convegno-rinfresco-paolo-lunghi-ass-eleonora-caponiSabato 19 settembre, in pazza Farinata degli Uberti a palazzo Pretorio si è tenuto il convegno “Il Volontariato e la tutela del patrimonio culturale”
    Una iniziativa organizzata dalla delegazione di Empoli del Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana), con il patrocinio del Comune di Empoli, in collaborazione con la Federazione Toscana dei Volontari per i Beni culturali.
    Una serie di interventi, moderati da Simone Vaiani, consigliere direttivo Cesvot di Empoli, sul mondo del  Volontariato e delle Associazioni che operano dell’ambito della tutela dei beni culturali, tutti orientati nel far conoscere e valorizzare l’importante ruolo che hanno in questo campo, esponendo allo stesso tempo qualità e condizioni del nostro patrimonio storico e l’importanza del volontariato.
    I punti salienti usciti dal convegno come esposto già nell’introduzione dall’Assessore alla Cultura e Centro Storico Eleonora Caponi e come sottolineato da Paolo Lunghi presidente della compagnia di Sant’Andrea e responsabile nazionale delle politiche sociali e culturali della REA (Radiotelevisioni Europee Associate) – è necessario fare “sistema” unire le varie esperienze associative, per creare una “rete” comune, che proprio grazie al mondo del volontariato ed in particolare a quel mondo che si occupa di beni “preziosi” possa servire da “valore aggiunto” e quindi motivo di sviluppo per la nostra cultura e possa inoltre agire come volano per il turismo, il commercio e per la valorizzazione dei centri storici.
    Una reale condivisione di interessi e di esperienze che attraversano il mondo del volontariato, passando – aggiunge Lunghi – da una gestione mirata dei media, che soprattutto in ambito locale hanno il ruolo primario di informare e di far conoscere i lavori e l’impegno dei volontari che operano per i beni culturali e archeologici.
    Ismano Nucci - presidente del Cesvot, ribadisce l’importanza di organizzare iniziative come questa, per il ruolo stesso che il Cesvot rappresenta e per l’interesse condiviso di sviluppare, guardando al futuro, progetti nuovi da sottoporre all’attenzione dei vari assessorati nel nostro territorio di competenza.
    Anche Leonardo Giovanni Terreni nel suo intervento, ribadisce l’importanza del Volontariato in questo campo e auspica che queste iniziative riescano a creare nuovi soggetti che si avvicinino in modo attivo, al mondo dei beni culturali, il mondo del volontariato – aggiunge Terreni - sta subendo una crisi significativa, proprio per la mancanza di nuovi soggetti che si avvicinano alle nostre associazioni.
    Gli altri illustri relatori, come Lorella Alderighi – Direttore Sovrintendenza per i Beni Archeologici, Giulio Ciampoltrini – Coordinatore Sovrintendenza per i Beni Archeologici,  Alessandro Barra – Presidente Federazione Toscana Beni Culturali, e Sandra Becucci, della Rete Europea Mondi Locali, ognuno per le proprie specifiche competenze, ha esposto i vari progetti e lo stato di sviluppo dell’intero settore.
    Ha concluso il meeting il Presidente Nucci con l’augurio che questo sia stato un ottimo trampolino di lancio per i lavori futuri.
    In conclusione della giornata, mentre in piazza continuava l’esposizione delle iniziative delle molte associazioni partecipanti, con i loro progetti e con laboratori dedicati, un brindisi ed un brunch con la promessa che l’iniziativa di questo sabato sarà la prima di una lunga serie.

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