Nel suggestivo Magazzino del sale è stato allestito il museo dedicato alla produzione del vetro di Empoli, un’attività economica che ha segnato l’identità della città nell’Ottocento e nel Novecento. MuVe: un museo da vedere e da ascoltare. Una narrazione di oggetti e di immagini, in cui il visitatore entra nella fornace di ieri come nella fabbrica di oggi e percorre le fasi della produzione: i vetrai che si muovono per creare il prodotto, i rumori dei forni e delle
macchine che si intrecciano con le voci delle persone, il bagliore del fuoco. Anche il contenitore è un museo, poiché il Magazzino del sale ha mantenuto intatto il suo fascino dopo il restauro che lo vuole Museo del Vetro di Empoli.
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06lug
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Wags
Nell’estate del 2007, Stefano e Federico distributori abbigliamento per il Piemonte, memori della mediaticità della parola Wags, durante i mondiali del 2006, intuiscono le potenzialità, e decidono di registrare il brand.
Nasce così Wags. Il marchio viene testato per 2 stagioni nel solo Piemonte dove riscuote un ottimo successo, fino a quando ad inizio 2010, Roberto Angioni della Miracle s.r.l. di Prato, azienda che da anni opera come consulente commerciale, parla del marchio dei fratelli Cavalli (n.d.r. Stefano e Federico), al suo amico e collega Gianmarco Lupi.
Entrambi ne intuiscono le potenzialità con l’approssimarsi dei mondiali in Sud Africa, e quindi scatta la ricerca di un partner leader del settore abbigliamento.
Viene individuata la P&F Group s.r.l. di Empoli, azienda che da oltre 30 anni, e leader nella commercializzazione di abbigliamento.
Patrizio Liccione, a capo della P&F è entusiasta dell’idea, e così viene formata con l’unione di queste tre importanti società, la THE MIRACLE GROUP s.r.l., che acquista e registra a livello europeo il marchio WAGS.
Ognuno dei tre soci, può cosi dare il meglio nel proprio settore di competenza, garantendo professionalità e know-how, per riuscire al meglio in questa avventura.
Il design e lo stile delle collezioni, sono affidati a me, con la consulenza della stilista Eleonora Cecconi.
Il resto è storia recente. Il debutto pubblicitario a livello internazionale, con 240 metri di led pubblicitari in occasione di Inter-Juventus nello scorso campionato di Serie A, la festa di presentazione al Twiga Beach Club, con le testimonial Giulia Montanarini e Nicola Tappenden e molti altri personaggi dello spettacolo e dell’imprenditoria (si segnalano Laura Esposto reduce da Gnok Calcio Show, e i vertici di Costa Crociere)… e finalmente a fine Maggio 2010, l’arrivo nei negozi di tutta Europa, della prima collezione WAGS.
Prima collezione, che come fanno sapere dalla The Miracle Group, è stata ed è tutt’ora distribuita sul “pronto” con un flash di t-shirt e canotte in occasione dei mondiale, con predominanza di grafiche e applicazioni, ma che a partire dal mese di Luglio 2010, sarà trasformato in un total look, con piumini, articoli di maglieria, abitini, fino ad arrivare per Estivo 2011 a completarsi anche con inserimento jeans. -
06mag

WAGS VIOLA
Nasce la moda Wags, le immagini da me disegnate caratterizzeranno la linea estate 2010. Wags è un acronimo di origine inglese, nato durante i mondiali di calcio del 2002 in Corea e Giappone per indicare le mogli e le fidanzate dei calciatori della Nazionale Inglese di Calcio.
Wags (wives and girlfriends) da allora, viene utilizzato non solo per indicare le mogli e le fidanzate dei calciatori della nazionale inglese, ma per tutte le ragazze che sono compagne di sportivi famosi.
Nel tempo l’acronimo, è divenuto una vera e propria parola, che viene usata in tutto il mondo.
Essere Wags, è così diventato per le ragazze di tutto il mondo, una sorta di “status simbol”.
Benessere, lusso, bella vita, ed abiti sempre alla moda.
Questo oggi è essere una WAGS!
Nel 2010, ormai il termine WAGS lo troviamo ovunque.
Tv, riviste, siti internet, quotidianamente riportano notizie e servizi sulle Wags di tutto il mondo e dei loro compagni impegnati nelle differenti discipline sportive.
Tutti impegnati a narrarne non solo le prodezze sportive, ma anche la loro vita extra sportiva.
Una mediaticità mondiale!
Nasce così l’idea di creare una linea di abbigliamento dedicata alle WAGS, ispirata al loro modo di essere, ed alle loro tendenze.
Per questo si sono unite in un progetto di livello internazionale alcune importanti aziende, da anni leader nei loro settori. -
17feb

Veglioncino Mascherato
Carnevale per bambini – Palaexpo Empoli
Anche quest’anno torna il Veglioncino Mascherato, “la tradizione del Carnevale Empolese”.
E’ un carnevale per bambini, che ormai da molti anni organizzo nella “mia” città, con ingresso libero a tutti, il tradizionale carnevale di Empoli, la prima edizione risale addirittura al 1952, ci sarà la consueta sfilata per le migliori maschere, divise per categoria in relazione all’età dei partecipanti, (0-4, 4-8, 8-12, gruppi) con la premiazione delle maschere più originali, animata dall’inconfondibile presenza di: Marco Degl’Innocenti, la musica di Sandro.
Anche quest’anno un Veglioncino all’insegna del divertimento e soprattutto, in collaborazione con la sezione soci COOP di Empoli il Veglioncino offre ormai da molti anni, un importante momento di riflessione e solidarietà, per favorire l’adozione e l’affidamento a distanza dei bambini di molte realtà povere del mondo, non tutti i bambini in questo giorno potranno pensare al carnevale, noi penseremo a loro.
Al Veglioncino 2010 la Compagnia di Sant’Andrea – volo del ciuco, con AVIS, Centro di Coordinamento Empoli Club è Associazione Archeologica Medio Valdarno presenteranno la nuova edizione del Volo del Ciuco, con sfilata storica con la partecipazione dei tre Popoli: Empoli, Pontorme e Monterappoli, e il volo del ciuco dal campanile del Duomo di Empoli, in piazza Farinata degli Uberti, per rinnovare e riscoprire la tradizione empolese: “O studiar con impegno ed esser uomini o a Empoli volar pel Corpus Domini”
Premi per le maschere più belle, ed un pomeriggio di divertimento simpatia con tanti amici, per tutti coloro che vorranno trascorrere con noi il pomeriggio dell’ultimo di carnevale.
Un pomeriggio all’insegna del divertimento, dove i bambini troveranno un punto di ristoro, musica, premi, potranno giocare all’interno della play area appositamente allestita, e animata grazie all’aiuto e alla vigilanza di personale qualificato, oltre a saltare sui grandi gonfiabili multicolori, e per la gioia dei più piccoli maghi, giocolieri e… palloncini.
Ci saranno grandi sorprese per tutti i bambini presenti e grandi premi con Banca Credito Cooperativo di Cambiano.
Anche la giuria, come ogni anno, sarà ricca di personalità nel campo della politica, dell’informazione e personaggi di spicco della cultura Empolese.
…un po’ di storiaLa preparazione al veglioncino mascherato durava almeno sei mesi, tre mesi prima e tre mesi dopo l’evento: era un piccolo Festival di Sanremo, coinvolgeva tutta la città e davanti alla vetrina del Bar Italia, dove erano esposte le fotografie dei piccoli in maschera, si soffermavano un pò tutti. Qualcuno distrattamente, altri con grande curiosità: tutti comunque “non potevano non sapere”.
La rilevanza della manifestazione era provata dall’ampio spazio che le veniva dedicato sulle pagine della Cronaca di Empoli de La Nazione.
Il giornale pubblicava fotografie ed articoli per moti giorni. Non era solo un pomeriggio di festa, era anche un evento cittadino che iniziava subito dopo Natale con la scelta delle maschere ed la cucitura dei costumi.
Si arrivava al giorno del Veglioncino trepidanti come il primo giorno di scuola, ma non per i bambini, che dopo aver diligentemente sfilato sul palco del Excelsior si rincorrevano fra loro a suon di coriandoli, stelle filanti e manganelli di gomma, bensì per i genitori che miravano dalle poltrone i loro piccoli gioielli agghindati come uova di Pasqua.
Si trattava, negli ani ‘60, (la prima edizione nel 1952) di un vero e proprio festival con i primi che si guadagnavano l’accesso alla fasi regionali che si svolgevano presso il locale Le Panieraie di Montecatini Terme, ove si radunavano le migliori mascherine della regione.
Anche l’organizzazione, guidata dal signor Dino Ferretti del Bar Italia, era di primo piano. La festa aveva sponsor importanti, nella giuria figuravano i bei nomi della cultura empolese, per sottolinearne l’importanza raggiunta furono chiamati a presentare la serata alcuni “bravi presentatori” come Cino Tortorella, in arte Mago Zurlì -
10set

Numero Zero
di Andrea Lanini
Gli organizzatori: «C’è lo stesso spirito vero degli anni Settanta, la voglia di innovare e sostituire il vecchio» SANTA CROCE. Si chiama “Numero Zero”, è un concorso nazionale che è parte integrante del programma di Radio Libera Festival, la rassegna che si tiene venerdì e sabato a Santa Croce sull’Arno. Il concorso ha come obiettivo l’ideazione di un format radiofonico originale e chi lo vince viene premiato nel gran finale di sabato, durante una cerimonia che verrà ospitata, dalle 23.30 in poi, presso l’area - da poco recuperata - dei Canottieri sull’Arno. Alberto Masoni di terzo Studio, l’associazione che organizza il festival, lo considera un fiore all’occhiello della rassegna: «È perché dentro questo concorso c’è lo spirito vero delle radio libere degli anni Settanta, che poi era la voglia di innovare e rinnovare, di sostituire il vecchio, il già sentito, con formule nuove».
I vincitori si conoscono già. Il primo premio se lo sono aggiudicato i Mercanti di Storie e la Piccola Orchestra Fonomeccanica, due gruppi milanesi che hanno unito le forze nella creazione de “L’adunata dei refrattari”, un’ipotesi di programma che incarna atti di disobbedienza all’etere del tutto simili a quelli che animavano le radio pirata di quasi quarant’anni fa. «L’idea è questa: un manipolo di “radiofili” si inventa una sua trasmissione e la manda in onda occupando abusivamente le frequenze altrui; si tratta di brevi assalti dalla durata risicata, ogni volta scatta un conto alla rovescia: il racconto reiterato di ciò che il manipolo riesce a far ascoltare al pubblico prima di venire intercettato e isolato».
Il secondo premio è andato alla scrittrice-attrice Elena Vesnaver, autrice triestina in passato premiata anche dalla giuria del concorso pontederese “Orme gialle” e che a “Numero Zero” ha proposto “Palpiti di letteratura noir”, un’immersione poco accademica nelle trame “nere” attraverso letture di brani e interviste agli autori.
E il bello è che entrambe le idee andranno davvero in onda. Grazie alla collaborazione con Rea (Radiotelevisioni europee associate), progetto di Paolo Lunghi (www.paololunghi.org), toscano, già tra i protagonisti della stagione calda delle radio libere, autore di un fortunato libro (”Via etere”, edito da Ibiskos-Ulivieri) che ripercorre le gesta rampanti di quelle improvvisate emittenti quasi casalinghe. «Quindici radio associate alla Rea trasmetteranno a breve le due trasmissioni. Dopo i premi, non resta che aspettare il verdetto più importante: quello del pubblico», dice Masoni.
Ma oggi cosa resta dello spirito pirata di quelle emittenti clandestine? È sempre vivo, palpitante? «Come no, certo che è sempre vivo», spiega Masoni con un guizzo d’entusiasmo, «solo che dalle soffitte e dalle cantine si è trasferito sul web, grazie al digitale. È sulla Rete che avvengono gli esperimenti radiofonici più interessanti. Uno spazio democratico” nel vero senso della parola: aperto a tutti, raggiungibile da tutti, e soprattutto economico. Mica come negli anni Settanta, quando si dovevano piazzare antenne e passare cavi. Un tempo per fare i pirati dell’etere bisognava arrampicarsi sui tetti, oggi basta connettersi a Internet». -
09lug
- REA
Quando si intraprende una battaglia fuori dal comune pensare si è presi per matti o, nel migliore dei casi, per esaltati. Correva l’anno 1998 quando la REA avanzò alla dirigenza del Ministero delle Comunicazioni la proposta di introdurre in Italia la Radio Digitale DAB sperimentata con successo in gran parte dell’Europa. La proposta fu bocciata ma non ci arrendemmo. A maggio del 1999 costituimmo EuroDab Italia - il 1° Consorzio italiano DAB composto dalle radio locali. Ci rivolgemmo alla RHODE & Swhartz per installare un trasmettitore DAB a Monte Gennaro nella postazione di Radio Radio. L’opera fu realizzata, ma il solerte quanto miope dirigente ministeriale dell’epoca provvide a farcelo suggellare. Tuttavia bastarono pochi mesi di sperimentazione clandestina per dimostrare che, nel futuro, il DAB poteva soppiantare l’analogico e risanare l’infetto spettro elettromagnetico della FM. Così trovammo terreno fertile presso alcuni settori lungimiranti della politica e dell’Autorità TLC che aprirono al digitale radiofonico con la legge 66/2001. Presso l’Autorità fu costituito il Tavolo per la pianificazione del DAB ai quali lavori la REA diede un sostanziale contributo di idee e di contenuti tecnici tra i quali la proposta di liberalizzare il canale 13 della banda III VHF assegnato alla Difesa in quanto il canale 12, assegnato dal Piano al DAB, era gestito dalla RAI mentre la banda L - UHF garantiva modeste coperture di territorio. All’epoca l’idea di andare a misurarsi con i militari per richiedere il rilascio del canale 13 a favore della radio digitale fu considerata “pazzesca” in Italia e “ridicola” per l’Europa che in quel momento stava trattando i Piani di Ripartizione e Assegnazione delle frequenze con gli Stati membri. Ciò per dire che dopo dieci anni di dure battaglie contro le ostilità di certi comparti istituzionali e contro la resistenza passiva di certe retrive mentalità associative del settore, il Vice Ministro Paolo Romani e il Ministro Larussa hanno felicemente concluso la trattativa con i militari per liberare parzialmente il canale 13, proprio come quei “pazzi scatenati della REA” avevano intuito che si doveva fare per realizzare la Radio Digitale in Italia. Per ora sono stati liberati solo due dei sei blocchi disponibili del canale 13, ma sarà necessario disporre almeno di altri due blocchi. L’importante è che il principio è stato superato. Ovviamente rendiamo onore e merito a Romani e Larussa e all’illuminato staff ministeriale che l’ha sostenuto. Ci auguriamo, invece, che a quei dirigenti dell’Autorità che sull’argomento ci hanno perfino deriso si sia aperto il cervello e che abbiano imparato la lezione. Ora confidiamo nella rapida conclusione dei lavori del Tavolo della Radio Digitale per disporre del nuovo Regolamento che consentirà anche alle radio locali di consorziarsi per realizzare la propria radio digitale.
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26mag

Amleto Caciagli
Si è spento a 59 anni Amleto Caciagli, un mio amico giornalista ed ex tipografo. Già dei tempi della Radio avevamo iniziato la nostra amicizia, l’ho anche scritto nel mio libro “Via Etere”. Amleto era in condizioni di salute precarie da qualche settimana a causa di problemi respiratori. Questa notte, martedì 26 maggio, è spirato all’ospedale di Careggi a Firenze dove era stato portato dopo una lunga degenza al ‘San Giuseppe’ di Empoli. Con tanto affetto saluto la moglie Paola Bini, e l’unico figlio Alfredo. Una persona seria, come poche ne esistono, ci ha lasciato!!!
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20mag

R101
Questa mattina abbiamo presentato il mio doppio CD “Via Etere”, alla Carica di 101, uno dei programmi di punta del panorama radiofonico nazionale, condotto da Cristiano Militello, Massimo Lopez, Paolo Cavallone, Sara e Sergio Sironi, quest’ultimo sarà protagonista il 12 giugno a Empoli, la città dell’autore, della presentazione del “Volo del Ciuco”.
In diretta dagli studi di Milano, è stato illustrato Via Etere – Trent’anni di Radio Libere” di Paolo Lunghi, edito da Ibiskos-Ulivieri, e l’audiolibro, “il RadioLibro”, un modo per rivivere la storia del settore radiofonico e ipotizzare panorami futuri.
Un libro da ascoltare, un CD realizzato grazie alla partecipazione di grandi nomi del mondo della Radio dello spettacolo e del giornalismo, compreso i conduttori del programma, una bella storia italiana, letta ed interpretata dai protagonisti dei nostri giorni, con la forza delle diversità interpretative, espressive e caratteriali, un viaggio nel mondo della radio, com’era e come sarà realizzata grazie alla disponibilità e professionalità di: Andrea Agresti, Ferdinando Avarino, Don Backy, Max Baldino, Dario Ballantini, Teo Bellia, Andrea Buscemi, Giovanni Carta, Paolo Cavallone, David Del Bufalo, Antonio Diomede, Margherita Fumero, Awana Gana, Guido Genovesi, Niki Giustini, Jocelyn Hattab, Riccardo Heinen, Rossella Iallorenzi, Marco Degl’Innocenti, Philippe Leroy, Franco Ligas, Marco Liorni, Anna Longo, Marco Mailer, Alessandro Masti, Maurizio Melita, Cristiano Militello, Ryan Paris, Tiziana Rivale, Sergio Sironi, Betty Senatore, Tullio Solenghi, Tana de Zulueta, e Marco Lastri per la regia.
Un doppio CD nato come progetto No Profit per l’AVIS con l’obiettivo di sensibilizzare ed incrementare la donazione del sangue, quindi editore, produttore, autore, grafici, fonici, fotografi, doppiatori, artisti, giornalisti, attori, in pratica tutti i soggetti coinvolti nel progetto hanno offerto la propria collaborazione e disponibilità in modo completamente gratuito senza né gettoni presenza né rimborso spese, contribuendo così alla realizzazione del progetto.
Via Etere, analizza il settore radiofonico partendo proprio dalle piccole realtà di provincia, come Empoli, da quei progetti apparentemente inutili di piccoli ragazzi, di nomi ignoti che non “saranno famosi”, ma che grazie al loro intuito hanno modificato la storia d’Italia, dando vita negli anni ‘70 al fenomeno delle Radio libere, sottolineando quello che la Radio ha rappresentato per i giovani, come creatrice di tendenze, come punto di riferimento, quello che ha rappresentato per il mercato discografico e per tutti quegli artisti anche di nicchia che sperimentavano nuovi progetti musicali, modificando per sempre la comunicazione tra individui e per ciò che potrà rappresentare soprattutto in futuro grazie alle nuove tecnologie ed internet. -
12mag

Luti - Nucci - Lunghi
Donare sangue è un gesto di civiltà e solidarietà umana, è un modo per aiutare altre persone e in alcuni casi salvare vite umane. Per donare bisogna essere “grandi”… grandi di cuore perché donare il sangue è un gesto altruistico, un gesto semplice, che non costa nulla e che fa bene anche a chi lo compie, grandi in questo caso significa avere più di 18 anni, ma meno di 65.
Per questo è importante unirsi “per donare” proprio perché “il sangue non ha colore”.
Da questo nasce un progetto per promuovere le donazioni di sangue, realizzato in modo unitario dalle associazioni di volontariato Pubbliche Assistenze, Avis e Fratres in collaborazione con il Servizio Sanitario della Toscana USL 11, costruito attorno ad alcuni obiettivi prioritari: la cultura della donazione per le nuove generazioni, l’esigenza di includere i nuovi cittadini nel processo di raccolta del sangue, la necessità di trasferire il bisogno di sensibilizzare all’importanza della disponibilità di sangue nelle quotidiane attività sanitarie.
L’investimento è concentrato soprattutto sugli aspetti della cultura della donazione, quindi far avvicinare i giovani alla donazione come futuri protagonisti di momenti di alta solidarietà.
Proprio per questo il progetto si sviluppa con la nostra presenza presso i vari palazzetti dello spot e campi di calcio locali, a partire già da ieri, presso lo stadio Castellani durante il torneo UISP, oltre all’intervento della Dott.ssa Lorella Luti e al nostro striscione, sono stati presenti, Carlotta Campigli, Stefania Nucci ed io, delegati delle associazioni coinvolte, per informare sull’importanza della donazione del sangue. -
09mar
Nuovo incidente, il 6 marzo in Carraia, carambola spettacolare, ma fortunatamente nessun ferito, (si è solo rovesciata l’Ape dell’imbianchino !), detto questo è opportuno fare il punto della situazione: Il consiglio Comunale di Empoli ha approvato da tempo il progetto esecutivo per la “bretella” che collegherà il nuovo svincolo della FI-PI-LI, per intendersi quello della Coop, con la zona artigianale di Carraia, progetto interessante che condividiamo e che come abbiamo scritto più volte, se adeguatamente gestito porterà indubbi vantaggi all’intera area e alla città.
All’interno del progetto è stata analizzata e approvata una soluzione che noi di Carraia abbiamo prospettato già da molti anni, oltre alla Rotonda che era una possibile soluzione, quella di rendere la parte centrale di via Carraia a senso unico in uscita dalla città in pratica il pezzo di strada che va dal Bar all’incrocio di via Torricelli.
Detto questo, una volta iniziati e ultimati i lavori, la rotonda sarà costruita su via Pirandello, dove verrà convogliato il traffico della FI-PI-LI per entrare nella zona artigianale, mentre via Carraia diventerà come già detto a senso unico in uscita.
Il progetto che noi condividiamo, di fatto eliminerebbe il pericolosissimo incrocio di via Torriccelli, convogliando le auto che arrivano dalla periferia, che attualmente transitano in via Carraia in direzione Empoli, a destra su via Pirandello, eliminando di fatto la possibilità di creare incidenti sull’incrocio stesso, conseguentemente porterebbe anche il vantaggio di creare nuovi spazi per la sosta dei veicoli che necessariamente sostano per il carico e scarico delle merci e per gli acquisti presso i negozi posizionati sugli incroci.
Quindi l’accodo definitivo è proprio quello di procedere rendendo la parte centrale di via Carraia a senso unico, non è mia intenzione polemizzare su questa soluzione che condivido e per chiarezza dobbiamo dire che oltre alle rassicurazioni del Sindaco, sia i Vigili che i tecnici del Comune hanno già fatto le perizie e i rilievi del caso, segnando già i le posizioni della cartellonistica stradale, quindi inutile fare polemiche, l’impegno e la buona volontà dell’Amministrazione è stata ampiamente dimostrata, ma dato che ancora, di fatto, la situazione sulla strada non è variata, è opportuno sollecitare gli interventi definitivi, in quanto nonostante tutto, fino a che non si è modificato la viabilità in quel tratto di strada, gli incidenti continuano.



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