
Empoli
In questi giorni stiamo assistendo ad un’impressionante campagna mediatica fatta di sondaggi, comunicati, attacchi di ogni genere e purtroppo, cosa nuova, anche ad azioni legali all’interno del palazzo, che potranno anche servire a tutelare l’immagine di alcuni politici “professionisti” ma certo non giovano ai cittadini, o soprattutto non giovano all’idea o al rispetto che i cittadini dovrebbero avere nei confronti degli amministratori.
Se la discussione politica, anche aspra, si sposta dai consigli comunali, ai tribunali, anche se di per sé il dato è legittimo, chi ci rimette è la democrazia e quindi i cittadini.
Questo vale anche per l’altro “teatrino” a quanto pare molto accattivante sulle presenze nei consigli comunali, anche in questo caso è importante valutare le idee, i progetti e i risultati raggiunti, l’assidua presenza non significa necessariamente capacità organizzative e gestionali, quindi non scendiamo su ragionamenti ridicoli, mi sembra di vedere l’album della Panini. “mima, mima, celo…. Ricordate?
Vero è che la campagna elettorale è iniziata e ognuno dei “contendenti” deve giocare la propria partita, e quindi “di tutto e di più”.
A prescindere dalle mie posizioni, lista o non lista e dagli schieramenti che si creeranno, ritengo che mai come ora ci sia bisogno di novità, di intravedere ed offrire nuove occasioni e proposte di sviluppo, progetti nuovi mirati allo sviluppo, questo è il momento di giocare a carte scoperte avendo anche il coraggio e assumendosi la responsabilità di mettere sul tavolo nomi e cognomi di coloro che avranno l’onere e l’onore di governare questa città, persone dentro ma anche fuori dai tradizionali partiti, persone che, in qualche modo incarnino un vento di cambiamento, che comunque vada soffierà forte, quindi a tutti, meno promesse e più fatti concreti, che non si limitino alla bagarre elettorale e al consenso fine a se stesso, ma che vadano avanti per l’intera legislatura, chiunque vinca, come ho sempre detto e scritto le idee sono idee, giuste o sbagliate a prescindere dal colore o da chi le esprime.
È quindi giustissimo e importante parlare di ambiente, centro storico, mobilità, politiche sociali, solidarietà, giusto, tutto giustissimo, mi piace molto anche il concetto di empolesità, che da sempre, ho ritenuto fondamentale, ma badate bene empolesità non significa portare fuori dal centro i negozi asiatici o venditori di Kebab, significa ben altro: significa sentirsi parte di una comunità locale, storica, fatta si da vecchie generazioni di empolesi, ma anche da nuovi soggetti che proprio per il vento di novità che rappresentano, riescono a far allargare gli orizzonti, questo sempre organizzato nel rispetto della legalità e delle diversità.
Non solo, empolesità significa anche dar voce a chi lo merita a chi mette grande impegno a render vivo il nome di Empoli a Empoli e altrove, chi mette un impegno non condizionato da doppi o tripli incarichi o interessi di bottega e tantomeno da interessi economici di parte, a chi si presta e lavora volontariamente per la città, in tutto questo c’è l’empolesità e la politica di chi presta il proprio tempo in modo gratuito credendo in un’idea, c’è la politica di chi mette a disposizione le proprie capacità per un progetto comune per la città non chiedendo niente in cambio, c’è la politica di chi mette la faccia , prestandosi ad attacchi e assumendosi il rischio nell’incertezza del risultato, c’è la politica di chi comprende la parola comune come “cosa comune” e non come centro di potere, questa è l’empolesità che serve e che va valorizzata, l’ho già scritto varie volte, ma è il caso di ribadirlo.
C’è bisogno della partecipazione della gente, c’è bisogno di qualcuno che si faccia promotore di questo sentimento comune, che esiste ed è fortemente radicato, c’è un nuovo modo di fare e intendere il rapporto con i concittadini, o comunque un nuovo modo di stare insieme e proporre cose, progetti e soluzioni, servono anche facce nuove del mondo del associazionismo e del volontariato, su questo terreno mi sono sempre mosso ed intendo continuare a muovermi, ma nonostante tutto, nonostante i giusti richiami all’empolesità, che come ho detto condivido a pieno, non vedo facce nuove, non vedo strade percorribili, oltre al “teatrino” della politica servono nuovi soggetti credibili, altrimenti si rischia di non raggiungere gli obiettivi prefissati, si rischia di allontanare i cittadini dai palazzi e soprattutto si rischia di non risolvere i reali problemi quotidiani.
Quindi serve un vero atteggiamento riformista e solidale, per riconquistare una fiducia smarrita per un vero rilancio della partecipazione dei cittadini alla politica stessa”.
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