
AssoArtisti
Le proposte di legge in discussione alla Commissione Lavoro hanno, coraggiosamente, aperto uno spiraglio di luce sull’indispensabile ammodernamento della legislazione del lavoro nel settore dello Spettacolo, un comparto che può essere un traino per tutta l’economia nazionale, che riguarda oltre mezzzo milione di addettioggi ancora umiliato da norme troppo spesso obsolete inique e inapplicabili.
La nuova normativa si dovrà confrontare con l’esigenza di semplificare, armonizzare e unificare la disomogenea pletora di provvedimenti oggi esistenti: una razionalizzazione che può favorire un imponente allargamento della base imponibile, fiscale e previdenziale, aiutando l’emersione del lavoro nero e il recupero dei fenomeni elusivi.
Serve una soluzione trasversalmente condivisa all’interno degli schieramenti politici che sia capace di:
- delineare in modo univoco e definitivo i Soggetti destinatari della nuova Legge: i lavoratori e i loro profili professionali, le Imprese e le Arti dello Spettacolo, i Canali
di distribuzione;
- Identificare correttamente i vari rapporti di lavoro e la loro coerente contrattualizzazione;
- Ottimizzare l’accesso dei lavoratori alle prestazioni previdenziali e assistenziali, attribuendo speciali e idonee condizioni fiscali, di previdenza e assistenza per i lavoratoridello spettacolo connotati dal requisito della discontinuitàprofessionale.

