Da Millecanali
Incredibile scelta del Governo e della maggioranza, che all’ultimo istante, per l’urgenza di ripristinare i fondi per i giornali di partito e altri ‘beneficiati tradizionali’, annulla le provvidenze per l’emittenza locale. Durissima protesta delle associazioni.
25 Febbraio 2010
L’Aula della Camera ha approvato l’emendamento della commissione al dl Milleproroghe sui fondi per l’editoria (vedi il nostro articolo dei giorni scorsi) e poi il provvedimento stesso. Il testo è passato a Montecitorio con 264 sì, 227 no e tre astenuti. Il Senato, pressato dall’urgenza dell’approvazione del provvedimento (che scadeva il 28 febbraio), ha poi confermato il giorno dopo definitivamente il testo. Alla fine, a fare le spese della nuova formulazione del provvedimento, che è cambiato proprio sul filo di lana per favorire i giornali (e le emittenti) di partito, quelli editi in cooperativa e altri ‘beneficiati tradizionali’, sono proprio le emittenti radiotelevisive locali che si vedono annullate le tradizionali ‘provvidenze’. Ecco il commento della FNSI:
«“Bene il ripristino dei fondi per giornali no-profit, di partito o gestiti da cooperative ma una ”chiara riserva per la proposizione dello stesso dramma dei tagli questa volta a carico di Radio, Tv e agenzie di settore e di giornali italiani all’estero”. Ad esprimerla è il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi a margine della seduta conclusiva dei lavori del Congresso dell’Associazione siciliana della stampa in corso a Terme Vigliatore (Messina). Sottolineando il risultato del ripristino dei fondi per l’editoria nel ‘Milleproroghe’, ”frutto anche della grande mobilitazione sociale e sindacale”, Siddi sottolinea come la mobilitazione della Fnsi continuerà visto che ”non si capisce e non si può accettare il fatto che per far fronte al giusto ripristino di contributi derivanti da obblighi di legge, si debbano ora far soffrire settori deboli ma significativi come la stampa per gli italiani all’estero, schiacciati come veri e propri vasi di coccio”. ”Il sindacato dei giornalisti - ha aggiunto Siddi - non può accettare la logica da ‘figli e figliastri’ e tantomeno che si possa affermare una linea discriminatoria dell’intervento pubblico e continuerà la sua mobilitazione perché vengano recuperati in altri provvedimenti i fondi oggi negati a Radio, Tv e stampa all’estero’».
Durissimi i commenti delle associazioni delle emittenti, cui ci associamo in pieno. Ecco quello della Frt Tv Locali:
«Il Governo Berlusconi non è nuovo a questi blitz. Dopo i tagli ai contributi erogati alle Tv locali ai sensi della L. 448/98, con un colpo di mano dell’ultima ora, attuato dal Sottosegretario Bonaiuti, ha anche cancellato i contributi all’editoria previsti a favore delle emittenti televisive locali. L’emendamento al “decreto milleproroghe”, approvato oggi dalla Camera, rischia seriamente di causare il definitivo tracollo dell’intero settore dell’emittenza televisiva locale, già pesantemente messo a dura prova dalla crisi economica e dal passaggio al digitale terrestre. Il provvedimento, di fatto, sacrifica le imprese che producono fatturato ed occupazione a favore di radio e giornali di partito che possono in tal modo mantenere i privilegi della “casta”. Grazie al sostegno delle provvidenze, che consistono nella riduzione tariffaria del 50% dei costi delle utenze telefoniche, nel rimborso del 40% dei costi delle utenze elettriche e dei collegamenti satellitari e nel rimborso del 60% del costo dei canoni di abbonamento delle agenzie di informazione, le emittenti televisive locali hanno potuto, finora, approntare le redazioni necessarie per offrire l’efficiente ed apprezzato servizio di informazione sul territorio che, con l’azzeramento dei sostegni delle provvidenze, non potrà essere più garantito. Uno degli effetti immediati di tale provvedimento sarà inoltre la perdita di numerosi posti di lavoro degli addetti all’informazione attualmente impiegati nelle redazioni giornalistiche delle Tv locali. L’Associazione Tv Locali FRT sta predisponendo uno spot di denuncia contro il provvedimento del governo da trasmettere su tutte le emittenti locali associate. Inoltre l’Associazione approva in pieno la scelta spontanea di molte Tv locali che hanno annunciato di non voler trasmettere propaganda elettorale dei partiti di governo».
Ed ecco quello della Frt Radio:
“Il Presidente dell’Associazione Radio della FRT - Federazione Radio Televisioni, Roberto Giovannini, esprime il proprio sconcerto per l’incomprensibile blitz del Governo che ha cancellato in un sol colpo le misure di sostegno previste dalle normative sull’editoria anche per la radiofonia privata. Ciò causerà effetti dirompenti sull’occupazione, soprattutto quella giovanile, per gli addetti all’informazione attualmente impiegati nelle redazioni delle emittenti radiofoniche e nelle agenzie giornalistiche collegate. Si sacrificano le imprese radiofoniche che da sempre ricoprono un ruolo fondamentale per il pluralismo dell’informazione per finanziare radio e giornali di partito che possono così mantenere i privilegi della “casta” politica. L’Associazione Radio della FRT ha predisposto uno spot contro il Governo da trasmettere su tutte le Radio associate”.
Non molto diverso il commento di Aeranti-Corallo:
«Questa mattina l’Assemblea della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge AC 3210 di conversione del decreto legge n. 194/2009 (cosiddetto decreto legge “Milleproroghe”) ha approvato un emendamento in base al quale, tra l’altro, le imprese radiofoniche e televisive locali, a decorrere dall’anno 2009, non potranno più usufruire delle provvidenze editoria. Il provvedimento è passato ora all’esame del Senato dove, considerati i tempi tecnici per la conversione del decreto legge, è presumibile che avvenga l’approvazione definitiva, senza ulteriori modifiche. Le citate provvidenze consistevano: - nella riduzione tariffaria del 50% dei costi delle utenze telefoniche; - nel rimborso del 40% dei costi delle utenze elettriche e dei costi dei collegamenti satellitari; - nel rimborso del 60% dei costi dei canoni di abbonamento delle agenzie di informazione radiotelevisiva. Al riguardo, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO, nell’esprimere la protesta delle imprese radiotelevisive locali rappresentate, evidenzia che “le provvidenze editoria hanno contribuito negli anni alla realizzazione di redazioni nelle emittenti locali capaci di fornire informazione sul territorio”. “In questo contesto - ha proseguito Rossignoli - AERANTI-CORALLO ha sottoscritto nell’anno 2000 con la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato dei giornalisti, il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per i giornalisti delle Radio e Tv locali”. “Tale Ccnl - ha aggiunto Rossignoli - è stato rinnovato da ultimo il 27 gennaio e viene applicato a oltre 1600 giornalisti sull’intero territorio nazionale”. La soppressione delle provvidenze editoria mette a rischio le attività di informazione delle Radio e Tv locali, già in difficoltà per la crisi economica, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro dei giornalisti ivi impiegati”. Tale perdita di posti di lavoro si estenderà inevitabilmente anche alle agenzie di informazione radiotelevisiva. “Auspichiamo - ha concluso Rossignoli - che il provvedimento adottato senza un adeguato confronto con le imprese del settore, possa essere ripensato, al fine di recuperare una forma di sostegno che non rappresenta, peraltro, un onere rilevante per lo Stato, mentre per le imprese radiotelevisive locali costituisce una misura di garanzia del pluralismo informativo e dell’occupazione nel comparto”».
Naturalmente seguiremo da vicino le possibili e auspicate future ‘revisioni’ di queste decisioni.

